Oliviero Fiorenzi – Per Aria
Sabato 21 marzo, alla Chiesa del Suffragio alle ore 18 inaugura Per Aria, mostra personale di Oliviero Fiorenzi, la prima realizzata dall’artista all’interno di un’istituzione pubblica, curata da Marcello Smarrelli.
Fiorenzi (Osimo, 1992) prosegue la sua ricerca sul cielo come spazio poetico, concentrandosi sulla tensione dell’uomo verso l’alto. L’aria viene qui intesa non solo come elemento fisico, ma come dimensione aperta, uno spazio del possibile in cui si incontrano immaginazione, percezione e interiorità.
Si tratta di un’installazione site-specific di grandi dimensioni concepita per la chiesa del Suffragio, un edificio congregazionale a pianta dodecagonale dove ci si raccoglieva per raccomandare a Dio le anime da far salire dal Purgatorio al Paradiso. Uno spazio dalla forte identità architettonica in cui la verticalità e l’originaria funzione generano una naturale tensione ascensionale. In questo contesto prende forma il pallone aerostatico in scala reale sospeso al centro della navata.
Il progetto si articola attorno a due movimenti complementari: uno ascensionale, l’altro rotatorio. La verticalità dell’architettura diventa un campo di forze dove l’aerostato si offre come corpo sospeso e dialoga con lo spazio, amplificandone la tensione verso l’alto e attivando una stretta relazione con l’aria, perennemente attraversata da venti e correnti. Il secondo movimento che anima l’installazione è opposto e complementare, circolare e intimo. Il pallone presenta un’apertura nella parte inferiore, collocata all’altezza dello sguardo: lo spettatore è invitato ad avvicinarsi e a introdurre la testa al suo interno dove scopre con sorpresa un piccolo aquilone di carta che vola in cerchio in questo ambiente sferico, raccolto e silenzioso. Se all’esterno domina la spinta verticale dell’elevazione, all’interno si attiva un moto circolare più connesso al respiro, a un “vento interno” che sostiene la vita: uno spazio che richiama l’idea di inner space, in cui il volo diventa esperienza introspettiva.
L’aula dodecagonale del Suffragio diventa un campo di forze che mette in relazione l’interno e l’esterno, l’espansione e il raccoglimento, indagando la dimensione immaginifica e vitale dell’ascensione, al di là del suo movimento fisico. La grande mongolfiera si trasforma in una macchina poetica e un dispositivo sensoriale con cui l’artista ci fa attraversare l’invisibile: uno slancio dell’immaginazione sospeso tra l’atmosfera e la nostra più segreta natura, tra il soffio dell’universo il nostro respiro più intimo. A dare un’idea dell’imponenza dell’opera e del grande lavoro che ha dietro, ecco qualche numero: 5 metri di diametro e 6.5 metri di altezza per le dimensioni; 150 i metri di tessuto tecnico utilizzato per la moda (un nylon molto particolare) fornito da Majotech di Como sponsor tecnico, serviti per la creazione della mongolfiera; la prototipista Carla Maiolo che si è occupata del confezionamento ha cucito per tre settimane consecutive; progettazione e prototipazione sono dell’architetto Marco Boselli.
Promossa dal Comune di Pesaro e dalla Fondazione Pescheria, in collaborazione con Pesaro Musei, la mostra sarà visitabile fino al 7 giugno 2026.
Orari della mostra:
da venerdì a domenica e festivi: h. 16-19
ingresso con card Pesaro Musei/biglietto singolo, gratuito fino a 18 anni e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro
info 0721 387541 info@pesaromusei.it
