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Il FORTEPIANO di ROSSINI in restauro


COMUNICATO STAMPA

Tornerà all’antico splendore grazie al sostegno di un generoso mecenate.

Il piccolo pianoforte a tavolo, o fortepiano, costruito da Luigi Hoffer a Venezia nel 1809 e appartenuto a Gioachino Rossini, tornerà all’antico splendore e ricollocato nelle sale di Casa Rossini. 

Il restauro programmato dagli uffici del servizio cultura agli inizi dell’anno è stato affidato all’esperto Giulio Fratini già in occasione dell’inaugurazione della rinnovata dimora del Cigno. Contestualmente è stata attivata l’iniziativa di crowdfunding “Il barbiere a Casa Rossini” .

Venuto a conoscenza della raccolta fondi promossa dall’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro e da Sistema Museo, il signor Rudolf Colm, appassionato rossiniano, alla simbolica offerta di farsi fare la barba da Figaro, sulle note del Barbiere di Siviglia, ha ricambiato generosamente diventando mecenate principale della delicata operazione di intervento e conservazione.

Un pianoforte antico conserva una memoria storica vastissima, dalle dita che lo hanno suonato negli anni al repertorio che ha potuto restituire nel copro della sua vita. Il momento del restauro e dunque del suo "nuovo" primo ascolto dopo tanti anni di oblio è certamente un momento carico di tensione, aspettativa, curiosità.

Luigi Hoffer è stato un costruttore italiano importante, con un cognome dal suono austriaco che lo avvicinava comunque alla patria del pianoforte: Vienna. Il piccolo piano si presenta molto bene grazie al restauro della parte lignea realizzato nel 2012.

Ma ad un pianoforte antico non basta essere bello da vedere, un pianoforte antico ha ancora la possibilità di sbalordire con la dolcezza del suo suono. Per questo c'è bisogno di un restauro che riporti le tensioni della struttura a quelle per il quale è stato concepito, un profondo trattamento anti tarlo, il restauro della pelle e della parte lignea dei martelli, la rieliquibratura della tastiere, una nuova incordatura.

Come suonerà il piccolo pianoforte a tavolo appartenuto al giovane Rossini dopo un sapiente e meticoloso lavoro di restauro? Come suoneranno le musiche di Giustini, Galuppi, Turini, Valeri e Morandi, ma anche dello stesso Rossini?

Dopo decenni in cui è stato considerato solo un "oggetto” da ammirare, questo prezioso strumento, ricollocato nel percorso museale di Casa Rossini, potrà finalmente tornare a suonare, dalla fine di questo mese, nelle mani degli specialisti con nuove e sorprendenti suggestioni non solo a Pesaro, ma sarà ambasciatore della “città della musica” prossimamente anche a Milano negli spazi dell’Expo. 

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