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LA CHITARRA ITALIANA AI MUSEI


"LA CHITARRA ITALIANA dal Congresso di Vienna alla Repubblica Romana"

Un concerto nella sale dei Musei in collaborazione con il Conservatorio G. Rossini di Pesaro

Venerdì 5 giugno dalle 18 alle 19.30 i Musei Civici di Palazzo Mosca ospitano una serata dedicata alla scoperta delle più importanti composizioni per chitarra del repertorio Risorgimentale.

Gli studenti della classe di chitarra del maestro G. Ficara si esibiranno tra le opere delle collezioni e, supportati nella presentazione dagli studenti della classe del maestro A. Mazza, suoneranno brani dei più importanti compositori Italiani dell'Ottocento.

Un'occasione di incontro tra gli studenti e il pubblico che farà conscere la storia della chitarra, lo strumento di tutti, lo strumento colto che riempiva con il suo canto le stanze dei palazzi e delle ville, lo strumento del popolo che animava le piazze con il suo ritmo dirompente, che si articolava in danze e balli.

La chitarra era lo strumento che più di ogni altro si adattava ad ogni esigenza interpretativa, con il suo melanconico e pacato canto per i momenti più privati di riflessione e con la sua potenza e brillantezza per i momenti più gioiosi e lieti di ogni esecutore.


PROGRAMMA

"La Chitarra Italiana dal Congresso di Vienna alla Repubblica Romana"
Alla scoperta delle più importanti composizioni del repertorio Risorgimentale

Musiche
Mauro Giuliani
Ferdinando Carulli
Marco Aurelio Zani de Ferranti
Luigi Legnani
Giulio Regondi

Esecuzione a cura degli Studenti della Classe di Chitarra del Maestro Giuseppe Ficara
Michele Rampino
Filippo Scaramucci
Luca Gasperini
Edoardo Fabris
Davide Sacchettoni 

Presentazione del contesto storico
Mauro Bettini

Letture a cura degli Studenti della Classe di Arte Scenica del Maestro Andrea Maria Mazza
Michele Bocchini
Giovanni Spinaza

h 18 > ingresso libero con Card Pesaro Cult


CENNI STORICI

La chitarra dell'epoca risorgimentale non era molto diversa da quella moderna. Di dimensioni più contenute e con un suono più pieno e dolce, si differenzia dal moderno strumento nella fattura delle corde: quest’ultime infatti venivano realizzate in budello animale di solito pecora o  bovino, mentre oggi (dal 1948 grazie alla casa produttrice Augustine e all'interessamento di Segovia) sono in nylon e nylon rivestito da un filo metallico (bronzo ricoperto da silver-plate); rispettivamente le prime 3 e le ultime 3 sulla tastiera . Altra lieve differenza risiede nelle dimensioni della tastiera, più piccola con tasti più ravvicinati nella chitarra risorgimentale  rispetto ad oggi, (fatto che rende oggi più complessa l’esecuzione di alcuni brani che richiedono posizioni molto “larghe”).  

L'enorme successo editoriale dell'epoca, che contava migliaia di pubblicazioni di opere per chitarra, testimonia inoltre la diffusione dello strumento tra un vasto pubblico di amateurs sorprendentemente esperti, come testimoniano le voluminose collezioni di brani raccolte poco dopo da dilettanti come Thorvald Rischel e Carl Oscar Boije.

A questa diffusione della chitarra si accompagnò un notevole sviluppo della liuteria chitarristica. Tra i grandi liutai dell’epoca ricordiamo Gennaro Fabricatore, Stauffer, Lacôte, Guadagnini, Legnani, Vincenzo Panormo.

Durante il risorgimento la chitarra ebbe una larghissima fortuna, sia dal punto di vista della tecnica esecutiva, con la pubblicazione di decine di Metodi e trattati (il più noto per diffusione e longevità quello di Carulli), sia per il numero di celebri compositori che si sono dedicati allo strumento, con una vastissima produzione di brani che resero la chitarra lo strumento di “tendenza” dell’epoca, ritagliandole un ruolo centrale nel contesto musicale e culturale del tempo. Basti pensare ai nomi di Ferdinando Carulli, Matteo Carcassi, Mauro Giuliani, Luigi Legnani, Giulio Regondi, Nicolò Paganini in Italia, Sor ed Aguado in Spagna.

Interessante poi è scoprire quanto la chitarra fosse entrata nel mondo dei “non addetti ai lavori”! lo strumento era apprezzato da intellettuali e politici che divennero loro stessi esecutori, come Marco Aurelio Zani de Ferranti, celebre letterato, amico di Gioberti e titolare di una cattedra di letteratura italiana al Conservatorio Reale di Bruxelles, o lo stesso Giuseppe Mazzini, che manifestò un grande talento da chitarrista e raggiunse eccellenti livelli da esecutore. Tra i patrioti del Risorgimento amanti della chitarra, come è testimoniato dai testi e dall'iconografia dell'epoca, risultano anche Ugo Bassi, Ciro Menotti e Massimo d'Azeglio!

Fu Mauro Giuliani, celeberrimo compositore pugliese a scrivere la storia di questo strumento: ne rivoluzionò la sonorità e gli diede la dignità di uno strumento solista che, citando Berlioz, suona come un’orchestra. Giuliani non si pone limiti nella composizione, contagia con la sua tecnica, con la sua abilità e con il suo carisma decine di compositori per chitarra, ed esporta anche fuori dall’Italia, soprattutto a Vienna, il talento, la genialità e le capacità italiane.

Info

Venerdì 5 giugno

 "La Chitarra Italiana dal Congresso di Vienna alla Repubblica Romana" > PALAZZO MOSCA

h 18 > ingresso libero con Card Pesaro Cult

Info T 0721 387541
pesaro@sistemamuseo.it